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Technik9 luglio 2026

14 miliardi per un cervello robotico: chi costruisce il sistema operativo della robotica

Skild AI e Physical Intelligence non costruiscono robot, ma il software che dovrebbe controllare ogni robot. Quello che Android è diventato per gli smartphone, i due startup americani vogliono diventarlo per la robotica. Gli investitori valutano questa scommessa a oltre 25 miliardi di dollari, e con ABB è coinvolto anche un'azienda svizzera.

14 miliardi per un cervello robotico: chi costruisce il sistema operativo della roboticaImmagine simbolica · generata dall'IA

Quando arrivò l'iPhone, decine di aziende costruivano telefoni cellulari. Alla fine i soldi li guadagnarono due soli sistemi operativi. Esattamente questa scommessa la stanno facendo adesso due startup americane per la robotica: Skild AI da Pittsburgh e Physical Intelligence da San Francisco non costruiscono robot propri, ma il cervello che dovrebbe trovarsi in quante più macchine altrui possibile. Tecnicamente parlando non è un sistema operativo come Android, bensì un modello base di IA che integra visione, linguaggio e movimento. Il ruolo nel mercato sarebbe però lo stesso: lo strato da cui nessuno può aggirare.

I numeri dimostrano quanto sul serio gli investitori la prendono. Skild AI ha raccolto a gennaio circa 1,4 miliardi di dollari, guidati da SoftBank, con Nvidia e Jeff Bezos sulle spalle. Valutazione: oltre 14 miliardi di dollari, tre volte di più che sette mesi prima. Physical Intelligence ha raccolto a novembre 600 milioni, guidati dal fondo di crescita Alphabet CapitalG, e secondo i media negozia da primavera un ulteriore miliardo con valutazione superiore agli 11 miliardi di dollari. Per confronto: il fatturato di Skild nel 2025 è stato di circa 30 milioni di dollari. Qui si paga il futuro, non il presente.

Le due aziende vengono dalla stessa cerchia, ma percorrono strade diverse. Skild, fondata nel 2023 dai professori di Carnegie Mellon Deepak Pathak e Abhinav Gupta, chiama il suo modello Skild Brain e pubblicizza il concetto di omni-bodied: lo stesso cervello controlla quadrupedi, umanoidi, bracci robot e piattaforme mobili, senza dover essere allenato di nuovo per ogni forma costruttiva. Se un motore si guasta, il modello si adatta, invece di fermarsi. Skild sta spingendo aggressivamente nel settore industriale. Partnership con ABB, Universal Robots e la loro consociata MiR devono portare il cervello nei robot industriali consolidati; presso Foxconn a Houston controlla linee di montaggio dove vengono prodotti i server Nvidia Blackwell. Ad aprile Skild ha inoltre acquisito il business di robotica di Zebra Technologies, l'ex Fetch Robotics, assicurandosi così l'accesso ai magazzini e al software di flotta.

Physical Intelligence, chiamata solo Pi nell'ambiente, è il supergruppo di ricercatori tra i due. L'hanno fondata tra gli altri Karol Hausman, che guidava la manipolazione robotica presso Google Brain, il professore di Berkeley Sergey Levine e la professoressa di Stanford Chelsea Finn. Il loro modello Pi Zero ha imparato inizialmente a piegare il bucato e sparecchiare i tavoli; la versione 0.5 si è generalizzata ad appartamenti che non aveva mai visto. A novembre è seguito finora il passo più grande: con un metodo di allenamento chiamato Recap il modello continua a imparare dai propri errori, come un apprendista al quale non devi più mostrare ogni singolo movimento. Nelle demo un robot dalla cinque e mezza del mattino fino a sera prepara espressi, piega cinquanta indumenti a lui sconosciuti e assembla scatole di cioccolatini in una vera fabbrica, etichetta inclusa. Su i compiti più difficili il metodo ha raddoppiato la resa e dimezzato il tasso di errori, dice l'azienda.

Anche i modelli di business differiscono. Pi ha rilasciato il suo primo modello come open source e recita il copione che Meta ha inventato con i suoi modelli di linguaggio Llama: prima il tuo strumento diventa lo standard nei laboratori, poi i clienti aziendali licenziano le versioni più potenti. Skild mantiene il suo modello chiuso e vende direttamente ai partner industriali. Quale strada regge è aperto. Certo è solo che i produttori di hardware osservano attentamente lo sviluppo, perché la storia degli smartphone conosce anche i perdenti: chi allora costruiva solo i dispositivi, ha ceduto il margine al gestore della piattaforma.

Per la Svizzera non è un dibattito lontano. ABB con sede a Zurigo implementa il Skild Brain nei propri robot e si posiziona così presto su una delle due piattaforme. Per le aziende in Svizzera che oggi acquistano un robot, la domanda sul software diventa importante quanto quella sulla capacità di carico: un dispositivo il cui cervello impara tramite aggiornamento invecchia diversamente da uno che conosce solo i suoi programmi di fabbrica. Se alla fine Skild, Pi, Google o Nvidia ricopriranno il ruolo di Android, si deciderà nei prossimi anni. Che la robotica stia vivendo proprio adesso il suo momento di trasformazione come gli smartphone, si vede ormai difficilmente non accorgersene.

Questo articolo è stato creato con il supporto dell'intelligenza artificiale e verificato dalla redazione. L'immagine dell'articolo è un'immagine simbolica generata dall'IA, non una foto di stampa.